Pilates a distanza, efficacia al di là del mezzo

Approcciarsi all’insegnamento del Pilates a distanza
Chi mi conosce sa che il mondo del web non mi è mai piaciuto molto proprio per la troppa distanza e poca spontaneità.
Lascio immaginare la mia difficoltà ad approcciarmi a questo strumento didattico… Poi un pensiero: “È solo un mezzo, sono le intenzioni e come lo si utilizza ciò che conta davvero. Se riesco ad essere efficace nel linguaggio, accorta nell’osservare le tensioni del corpo mentre lavora, allora si può fare.”
E così ho provato anch’io.
Dall’inizio del lockdown, formatori di Pilates di tutto il mondo hanno iniziato a fare corsi di Mat online rivolti a noi insegnanti: per fare gruppo, imparare, confrontarsi con colleghi, capire come correggere ed ispirare un movimento, utilizzare il giusto tono di voce e gli accenti da dare in ogni esercizio.
Anche noi abbiamo quindi dovuto affrontare lo scoglio di programmare una lezione di Pilates rimanendo a distanza. Abbiamo iniziato così, o almeno ci abbiamo provato… e ora? Cosa vuol dire per me insegnare in questi giorni?
La distanza del Pilates
Insegnare Pilates da casa non è semplice.
Occorre rimanere concentrati malgrado il figlio che si sbraccia dietro al pc, il tuo compagno che passa senza sapere che sei collegato, i gatti… gatti che vanno dappertutto! Si intrufolano, strusciano e disturbano, perché sei a casa LORO.
Non c’è lo studio, l’oasi dove poter lavorare al meglio senza interferenze esterne.
Però ce la si fa… Con fatica, ma ce la si fa.
Così scopro di stare facendo qualcosa che già conosco da anni, ma in maniera diversa.
Mi accorgo da subito che a cambiare per primo è il rapporto con i clienti; ora loro entrano a casa. Il “setting” non è solo nuovo, ma è anche la mia vita privata e ci devo mettere la faccia!
Ecco però che si creano molti legami, intimi. Una certa distanza, si azzera.
Non ci sono più ruoli, né gerarchie e la natura dello scambio muta… Fino all’inizio della lezione.
Solo allora tutti i ruoli si ristabiliscono: il rapporto con il cliente torna ad essere tra allievo e insegnante. Allievo volenteroso, che non viene per subire passivamente una lezione, bensì LA VUOLE. Si adatta ad una lezione di Pilates a distanza, pur di averla.
Mi sembra che lontani non lo siamo poi così tanto.
Imparare, insegnare e imparare ad insegnare
“ELIIIII ELIIIII!!! MI SENTIIIIIII???”
Nonostante capiti che si fermi il video, sparisca la voce o salti la linea, gli allievi rimangono concentrati e felici di fare lezione. Spesso rinnovano la loro fiducia e mi confermano la capacità nello scegliere per loro quale sia il miglior percorso, anche sul web.
La soddisfazione è grande, insieme alla sorpresa.
Insegnando Pilates a distanza sto imparando io per prima. È un’esperienza straordinaria, emozionante, che mi riempie di orgoglio. Tanto mi chiede, quanto mi restituisce.
Nonostante il primo desiderio sia stato ed è quello di tornare presto in studio, accolgo ora a braccia aperte l’opportunità di progredire come insegnante, imparare ad utilizzare nuovi canali che mi arricchiranno e permetteranno di diventare efficace, al di là del mezzo.
Fare rete, in rete
Osservando i rapporti che si stanno intrecciando tra colleghi, mi accorgo che c’è un filo che ci unisce tutti in questa rete, anche quello che può stare più antipatico.
Le preoccupazioni sono tante, sia per la gestione di un presente con cui non abbiamo familiarità, sia per la grande incertezza guardando al futuro.
Chi ha un figlio piccolo da gestire in casa quando entrambi i genitori vivono di questo lavoro; chi ha appena aperto l’attività, con tutte le spese inerenti ad un avviamento; chi ha dovuto chiudere prima perché residente in Lombardia; chi ha un genitore malato da accudire a casa e non riesce a dedicarsi all’insegnamento del Pilates a distanza.
Sono queste e molte altre le situazioni difficili.
Diverse storie accomunate dal vivere tutti le medesime difficoltà, indipendentemente dalle gerarchie e da come abbiamo imparato quello che sappiamo della nostra disciplina. Questo ci unisce tantissimo, creando legami profondi e, spero, duraturi.
Come in tutte le società, anche tra gli insegnanti di Pilates c’è chi risponde al nuovo con reattività e chi fa più fatica, chi abbraccia le novità con entusiasmo e chi le guarda con maggiore diffidenza, ma tutti concordiamo nello scalpitare per tornare nei nostri studi il prima possibile. Vogliamo lavorare in studio, perché sappiamo che quello è il luogo perfetto per poter dare il massimo.
Il mio augurio è che questo possa avvenire il prima possibile, senza rinunciare alla sicurezza!
Posso solo concludere ringraziando i miei allievi: è un privilegio poter entrare a casa vostra.
Sono sempre commossa dalla vostra accoglienza quando aprite la porta virtuale delle vostre stanze, dalla vostra puntualità in queste giornate così uguali.
Come dice la mia amica collega e insegnante Sara: NAMASTÉ.
[Elisa]